PRESENTAZIONE BRESCIA 14

"Non so dove vada la mia strada, ma cammino meglio quando la mia mano stringe quella di un fratellino o di una sorellina"

Panoramica sullo scautismo in generale: il movimento scout  nasce sulla scorta dell’esperienza  vissuta  da BP e su alcune sue intuizioni fondamentali. (clicca qui per saltare questa parte e vedere direttamente la nostra presentazione)
 

  1. alcuni concetti alla base della filosofia scout:

pensiero positivo: ogni persona ha qualche cosa di buono da esprimere, per se stessa e per gli  altri.
responsabilizzazione: ogni persona, se opportunamente responsabilizzata, risponde all’ennesima potenza.
spiritualità: ogni persona ha dentro di sé una naturale predisposizione al contatto con la dimensione divina, e questa affinità è maggiormente percepibile e si può rinforzare quando si è a stretto contatto con l’ambiente naturale e quando ci si adopera per il bene degli altri.


felicità: attraverso il percorso scout si punta a far sì che la persona arrivi a comprendere che il successo personale consiste nella ricerca continua della felicità, ove per BP la massima espressione di felicità consiste nel mettere a frutto i propri talenti per godere della bellezza della vita traendo da essa il meglio che si può facendo contemporaneamente felici gli altri (a  prescindere da differenze di cultura e religione - concetto di fratellanza universale).


ruolo del capo scout-valorizzazione dei talenti: il compito del capo scout è semplicemente quello di creare le condizioni, anche e soprattutto attraverso l’esempio concreto del proprio agire oltre che attraverso la parola, perché ognuno riesca ad esprimere al meglio le proprie potenzialità e attitudini nello sviluppo di ciò che di buono ha dentro di sé, in un processo di autoeducazione continua che si basa sostanzialmente sul learning by doing.


autoeducazione-protagonismo: lo scautismo, in estrema sintesi, è un processo educativo che si impernia sullo sviluppo critico della capacità dei singoli di apprendere come crescere autoeducandosi, riuscendo ad essere man mano protagonisti delle proprie scelte e quindi della propria vita.
 

     2. ambiti di attenzione verso il ragazzo (4 punti di BP): nel pensiero di BP l’attenzione del capo scout verso i ragazzi deve focalizzarsi su quattro punti:

formazione del carattere: intesa come sviluppo della leatà (rispetto delle regole), della fiducia in  se stessi e negli altri abbinate al senso di responsabilità e dell’onore.


attenzione al proprio corpo: per BP è importante che ogni persona impari a  conoscere  e  rispettare la propria dimensione corporale, sia per se stessi sia nel rapporto con gli altri.

competenza: per BP per poter essere preparati ad affrontare le sfide della vita è necessario prepararsi con attenzione, apprendere le tecniche necessarie nelle varie circostanze, sviluppare l’intuito e la vivacità mentale, in modo da essere così pronti sempre a dare il meglio di sé stessi (estote parati).


servizio verso il prossimo: per BP è fondamentale infine che ognuno coltivi dentro di sé un atteggiamento di attenzione verso gli altri, sviluppando un spirito di servizio da riversare con gratuità e concretamente sia negli ambiti più vicini (aiuto verso il fratello che incontro per la strada), sia nell’essere presenza attiva nel territorio in cui si opera nella ricerca del bene comune (ambito socio-politico locale-nazionale), e sia, infine, nell’essere buoni “cittadini del mondo”, cioè con una tensione costante verso la fratellanza e la pace universale nella consapevolezza che non si può perseguire il bene di una zona del mondo a discapito di un’altra.
 

      3. unità e caratteri base:

Lupetti/coccinelle (branco o cerchio per bambini di 8-11 anni), gioco-ambiente fantastico: il bambino nel giocare in gruppo e in squadra, quindi divertendosi, sviluppa la fantasia, la capacità di rapportarsi all’altro, impara l’importanza dell’organizzazione del gioco e del rispetto delle regole, dell’essere squadra, dell’essere preparato a offrire il proprio contributo al meglio perché la squadra raggiunga l’obiettivo.

Esploratori e Guide (reparto per ragazzi di 12-15 anni) - vita nella natura-avventura- autonomia-responsabilità: man mano cresce al ragazzo si propone il passaggio graduale dalla dimensione del gioco (che comunque continua) all’esplorazione di un ambiente ricco di stimoli per lo sviluppo delle più svariate attitudini personali e che necessità dell’apprendimento di una serie di competenze per poter essere affrontato correttamente, il tutto vissuto sia nel gruppo, sia nell’ambito ristretto della squadriglia (gruppo verticale di 6-8 ragazzi), cui viene affidata una certa autonomia d’azione nello svolgimento delle attività (con sperimentazione della progettazione- attuazione-verifica) e ove la verticalità permette ai ragazzi man mano crescono di imparare ad essere responsabili delle cose, di sentirsi importanti e apprezzati in relazione ai singoli incarichi affidati, e poi di sentirsi responsabili delle persone più piccole e dello sviluppo delle loro competenze tecniche e di socializzazione.


Rover e Scolte (clan-fuoco per ragazzi dai 16 ai 19 anni) - “strada”- servizio: in questa fase i ragazzi hanno la possibilità di mettersi in gioco completamente per raggiungere la “felicità” (vedi sopra): il fare fatica, attraverso il cammino nella natura e nel silenzio o nel portare conforto e aiuto fisico e morale a persone in situazioni di forte disagio, mette a nudo il proprio io e fa comprendere a pieno ciò che si ritiene effettivamente importante nella propria vita futura e per cui vale la pena di giocarsi: ai ragazzi viene scelto di arrivare alla “partenza”, momento cioè in cui i decide di continuare da soli (senza cioè il supporto del gruppo) il proprio cammino avendo maturato le scelte spirituali, di servizio e di cittadinanza attiva sopra richiamate.

 

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PROGETTO BRESCIA 14
Nascita del progetto
Il progetto parte all’incirca dai mesi di giugno-luglio 2011 in risposta a sollecitazioni che sono pervenute da vari soggetti (famiglie, insegnanti, Don Fabio Corazzina) che vivono e/o operano in diversi contesti, comunque collocati fisicamente nella zona di Brescia a sud della stazione, e che ritengono sia fortemente auspicabile che si sviluppi in questo territorio una proposta educativa a livello giovanile che riesca a favorire l’integrazione tra le varie realtà culturali e religiose presenti, individuando nella proposta e nel metodo scout (per quanto conosciuto sostanzialmente da non scout) una possibile risposta in grado di raccogliere questa sfida.
 
Definizione della mission
Dopo un’analisi approfondita si è ritenuto che la proposta educativa scautistica dell’Agesci possa potenzialmente favorire la crescita e lo sviluppo di una cultura di apertura e accoglienza non prevaricante dell’altro, anche con riferimento particolare all’integrazione multietnica e interreligiosa, essendo ciò previsto all’interno dello stesso Patto Associativo, avendo le capacità metodologiche di coinvolgimento delle giovani generazioni e proponendo a livello educativo un modello di sviluppo sociale in cui l’integrazione di culture e realtà diverse è uno dei punti cardine.


La mission particolare di ogni donna e uomo di buona volontà che voglia giocarsi nel Progetto Brescia Sud, sia direttamente come educatore scout sia indirettamente, come genitore o come figura esterna di supporto all’azione educativa che ci si propone, potrebbe quindi essere così sintetizzata:
“essere cittadini del mondo ed esserlo fin dal nostro territorio, utilizzando la propria cultura e la propria fede come elementi capaci di favorire la reciproca accoglienza e integrazione”

Obiettivi
Si sono individuati tre ambiti prioritari di attenzione in cui scomporre la missione del Progetto Educativo (3.1 Me stesso, 3.2 Io e la Comunità, 3.3 Io e il territorio): l’aspetto religioso necessita di un approfondimento.


Cammino di Fede
Con riguardo al cammino di fede, al fine di riuscire ad accogliere anche giovani non credenti e non cristiano cattolici, riteniamo:

  • di far leva sulla ricchezza della spiritualità che si ritiene, conformemente al pensiero di B.P., sia radicata in ognuno, a prescindere dalla propria appartenenza o credo religioso;

  • di far leva, oltre che sugli insegnamenti cristiano cattolici che stanno alla base della proposta AGESCI, anche sulla ricchezza delle diverse esperienze religiose dei ragazzi che entreranno a far parte di questa realtà, andando a cogliere in esse gli elementi di convergenza con l’esperienza cristiano cattolica, con l’attenzione di

  1. prendere in considerazione e valorizzare testi religiosi, racconti ed esempi umani concreti confacenti alla mission e ai macro obiettivi individuati, attingendo, oltre che dall’esperienza religiosa cristiano cattolica, anche da altre esperienze religiose e laiche che convergano con i suddetti obiettivi;

  2. non disperdere o nascondere le singole possibili diverse identità religiose:

    • insistendo in modo particolare nell’importanza del cammino di fede nell’ambito della progressione personale seguita dai Capi per ogni singolo ragazzo;

    • invitando ognuno a vivere intensamente nell’ambito delle proprie comunità spirituali di crescita i momenti di preghiera e di partecipazione comunitaria previsti dalle singole religioni, facendo anche sì che le attività proposte nelle singole Unità possano permettere tale partecipazione;

    • proponendo nel corso dell’anno (durante i campi e/o uscite) alcuni momenti forti di preghiera e di partecipazione a momenti comunitari di vita di fede in modo simile a quanto proposto ad Assisi in occasione dell’incontro ecumenico interreligioso e cioè facendo sì che anche per i non cristiano cattolici ci sia la possibilità di vivere, in contemporaneità con questi, tali momenti forti alla presenza di educatori delle diverse religioni che abbiano condiviso obiettivi e finalità generali del presente Progetto Educativo.

 
Alla luce di quanto sopra, per i tre ambiti individuati ci siamo posti i seguenti obiettivi.
 
 

      3.1 Me stesso

Con riferimento particolare ai 3 punti di BP, attenzione al proprio corpo, formazione del carattere e sviluppo delle competenze, si è ritenuto di fissare i seguenti macro obiettivi:

3.1 a   valorizzare e rafforzare le peculiarità, le attitudini e le capacità di ogni singolo, anche come base  per un’apertura serena ad un confronto consapevole non prevaricante al fine di un arricchimento comune;

3.1 b   non disconoscere la propria appartenenza culturale e religiosa ma valorizzarla arricchendola “specchiandosi” nell’esperienza/immagine dell’altro.

 

    3.2 Io e la Comunità

Si è inteso questo ambito soprattutto in riferimento alla nuova realtà educativa in fase di formazione in base al presente Progetto Educativo, individuando i seguenti macro obiettivi:


3.2 a    valorizzare la coeducazione portando alla luce le ricchezze di una corretta rapportazione donna- uomo;
3.2 b    mettere a frutto le esperienze delle diverse conoscenze e realtà culturali e religiose come fattori di aggregazione e reciproca integrazione invece che fonti di divisione e scontro;

3.2 c    rielaborare la “paura” del diverso in quanto frutto della non conoscenza e/o di un sistema di informazione superficiale e/o manipolato ad arte.

 

   3.3 Essere cittadini del proprio territorio e del mondo

In questo ambito si fa leva in particolar modo al 4° punto di BP (servizio) e alla scelta socio politica espressa nel Patto Associativo Agesci, individuando i seguenti macro obiettivi:


3.3 a sviluppare la reciproca integrazione tra le diverse culture e religioni presenti nel territorio (con attività di gioco, imprese, servizio, ma anche con una presenza attiva nelle occasioni di confronto e di dibattito a livello cittadino), proponendo il messaggio di Cristo e l’esempio dei santi come strumenti di accoglienza e apertura alle diverse esperienze religiose e culturali maggiormente testimoniate nel territorio, attingendo contestualmente anche dalle altre esperienze religiose e culturali messaggi testuali ed esempi concreti aventi analoghe finalità;


3.3 b sviluppare una coscienza critica individuale profonda che non si lasci fuorviare da singole prese di posizione mediatiche, utilizzando il sistema del confronto serrato con gli altri e dell’approfondimento da fonti diverse nell’analisi di dati e notizie di natura socio politica riguardanti il territorio e il sistema mondo.

 

Apertura 2020 - Base Scout di Piazzole (Gussago, BS) - Gruppo Scout Brescia 14