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Ricordi di un'estate...ROUTES!

L'estate 2021 è stata davvero speciale. Dopo due anni senza vere e proprie attività estive quest'anno siamo ripartiti con la route di clan. Abbiamo pensato allora di condividere con voi le nostre giornate passate in route per poter divertirci un domani a rileggere le nostre avventure. Questo sarà un portale in continuo aggiornamento e ogni anno verranno caricate nuove cose, archiviando (ma non cancellando) quelle delle estati precedenti!

Come sempre contiamo sulla vostra disponibilità ad inviarci foto/video e contributi da inserire nel sito web per poter diffondere maggiormente le nostre attività estive 2021!

PS: Per scaricare le fotografie è possibile selezionare la foto interessata con il tasto dentro del mouse oppure il alternativa scaricare la cartella drive cliccando qui

Buona Lettura!

09 agosto

Ritrovo ore 8.00, con un po' di ritardo. Dopo esserci persi in stazione siamo riusciti a prendere l'autobus. Bibi ha dormito tutto il viaggio. Tra un autobus e l'altro abbiamo incontrato un occhialinista seriale che ci ha venduto le caramelle. Una volta a Pezzaze, abbiamo fatto due minuti di cammino e poi ci siamo arresi alla fame. Bibi aveva anche le uova sode :). Successivamente siamo ripartiti con il mozzo capofila affrontando la prima camminata. E' stata abbastanza impegnativa anche se non troppo lunga. Siamo arrivati dopo circa due ore al rifugio CAI Valtrompia, dove non ci hanno accolto molto bene, ma ci hanno comunque indicato un altro posto dove passare la notte. Dopo aver litigato con le tende, siamo riusciti ad accamparci in "quasi piano" e ci siamo poi intrattenuti con i fantastici giochi di enigmistica simulando una riunione. Abbiamo cenato con dei fantastici risoti liofilizzati e dopo qualche gioco siamo andati a dormire (al freddo) con la pancia piena, accompagnati da una bella ninna nanna proveniente dalle campane delle mucche poco distanti. 

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10 Agosto

È presto, tanto presto. Oggi si parte per il Guglielmo. È stata incaricata Bea a fare la colazione quindi possiamo già immaginare come sia andata a finire. Nonostante tutto però siamo riusciti a sistemare le nostre cose, a chiudere lo zaino e a lavarci. Tommaso e Simone hanno avuto il coraggio anche di lavarsi i capelli, due pazzi.
Toni si è svegliato con la Luna storta, ma si sa che i primi giorni dei campi lui li passa sempre così. Andreino e Lollo litigano con i pali di una tenda strana, Bibi e Lucia si lamentano del freddo, mentre Ludo chiede ripetutamente a Gio come lavarsi dopo aver fatto la cacca mattutina. Insomma, con calma siamo partiti per il Guglielmo. Primo pezzo abbastanza tranquillo, un po' di scambi di zaino per alleggerire le spalle a turno. Il programma di partire presto per evitare un'insolazione è fallito. A mezzogiorno stavamo ancora litigando con l'infinita salita del prato del Guglielmo. Sole, caldo, sudore, zaini, tende e qualche rallentamento vario di certo non hanno aiutato, ma nonostante tutto siamo riusciti a salire. Pranzo ovviamente sotto il sole, perchè a questo punto se volevamo avere un'insolazione bisognava farlo per bene, e per concludere in bellezza l'enorme salita, qualche foto di rito e una bella dormita all'ombra del monumento del Redentore, evitando di sederci sulle cacche di cavallo. Poi tutta discesa, lunga, infinita, ripida. Un piccolo imprevisto a metà discesa con dei cavalli che ci inseguivano perchè agli zaini erano appesi i sacchetti dello sporco. Una volta riusciti a seminarli siamo arrivata alla Baita Palmarusso. Tra una pasta al ragù improvvisata e offerta, calda ospitalità, due chiacchiere e qualche conto tecnico/logistico siamo andati a dormire distrutti dalla giornata. Le stelle cadenti quella notte ci saranno anche state, ma il nostro fisico non ne voleva sapere. Ah, ritornate al Palmarusso, oltre ad essere ospitali, cuochi professionisti, hanno un tramonto bellissimo e dei ragazzi gentili e accoglienti. Bea, Bibi, Andreino e Giorgia inoltre la sera si sono fermate dai ragazzi a fare gossip e a giocare a carte. Insomma, è stata un'esperienza indimenticabile!!!!

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11 agosto

 La mattina, dopo essere crollati la sera, ci siamo svegliati un po' più tardi e rimbambiti. Ci siamo sistemati e Bea é persino riuscita a piegare bene la tenda che il giorno prima aveva cacciato dentro un po' a caso, grazie all'aiuto dell'ingegner Omarino e del maestro Simone. Abbiamo usato tutte le ultime bustine cercando di dare sapore a quello che doveva essere un the e a malincuore abbiamo lasciato Baita Palmarusso. Dopo foto e saluti abbiamo iniziato la lunga discesa verso Zone, e tra chiacchiere, risate e spostando sassi dalla strada (richiesta esplicita del sindaco) alla fine c'è l'abbiamo fatta, soprattutto perché siamo passati per il fantastico bosco degli gnomi! Le spalle iniziavano a cedere, ma hanno retto fino all'oratorio. Fortunatamente ci stavano aspettando Paola e Marco che avevano fatto la spesa per il pranzo, che in realtà abbiamo poi mangiato per cena perché ci avanzavano degli spetzle e dei ravioli invidiabili che sono venuti pronti in circa 10 minuti e sono stati spazzolati in altrettanto poco tempo.
Abbiamo collaudato subito il fantastico prato dell'oratorio di Zone, sul quale ci siamo addormentati. Verso le ore 16.00 ci siamo risvegliati e siamo andati verso una stalla dove abbiamo visto un sacco di mucche, e una vasca profonda 6 metri tutta piena di sterco. Ma l'attrazione della stalla non sono state molto le mucche, ma il trattore!!
Qualche foto e 3 bottiglie di latte fresco, appena munto, un sogno!!
Ormai siamo famosi, ci hanno persino invitato per un aperitivo, e come dire di no?? Tra un caffè e l'altro abbiamo fatto amicizia col piccolo Andrea, che ha deciso di venire a dormire con noi, un atto coraggioso, che vuole delle narici da vero scout!!
La sera abbiamo quindi cucinato il pollo del pranzo e dopo qualche gioco e risata (non scordiamo le varie letture dei tarocchi della Bibi) siamo tutti corsi a dormire, pronti per il Corna Trentapassi!!

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12 agosto

La stanchezza inizia a sentirsi e siamo solo al quarto giorno. Oggi siamo stati a Zone e la mattinata è iniziata con le urla dei capi per farci svegliare, visto che noi della stanza “accanto alla loro” non avevamo sentito la sveglia. La colazione è stata eccellente: latte fresco regalato dalla fattoria poco distante, dove ieri pomeriggio siamo andati a visitarla. Ovviamente c’era chi preferiva il te al latte, quindi possiamo parlare di “doppia scelta di colazione”. Una volta riempite le borracce e recuperato il pranzo il nostro clan è partito, non nei migliori dei modi ma comunque è partito. Beh, Bea non aveva voglia di camminare e non potevamo che darle ragione, la camminata per Corna Trenta Passi è veramente tosta. Però dai, con un po’ di pazienza e del cioccolato siamo riusciti a ingranare anche questa cosa. Giorgia invece era piena di dolori quindi ha preferito fermarsi ad inizio sentiero. Un libro e la pulizia dell’oratorio le hanno tenuto compagnia per la giornata. Marco invece doveva prepararsi alla promessa, oltre al fatto che doveva evitare di sforzare il ginocchio se non volevamo finire in brutti modi la route, allora si è allontanato riflettendo sulla scelta che aveva deciso di prendere. Inizia il sentiero. Prima parte carina, una fontanella all’inizio sentiero ci ha dato la carica fino a metà, dove ci siamo fermati a mangiare della cioccolata. Dopo questa piccola pausa all’area pic-nic, è iniziata la parte più dura che gli abitanti di Zone chiamano “il Calvario”. E’ un’immensa salita tutta sotto il sole in mezzo alla roccia, appena inizi a vedere la croce inizi a sperare, ma una volta quasi raggiunta ti accorgi che non è quella che cercavi, allora devi continuare a faticare per arrivare alla seconda croce, quella corretta. Insomma, passo dopo passo, pausa dopo pausa (ma nulla come il Guglielmo), pazienza dopo pazienza e facendoci forza a vicenda siamo riusciti ad arrivare alla vera croce. Beh, come croce nulla di eccezionale, un ammasso di ferro sotto il sole; però la vista meritava. I più fortunati sono riusciti a trovare riparo in una piccolissima zona all’ombra, mentre tutti gli altri si sono goduti il panorama sedendosi sotto il sole cuocente. In questa posizione abbiamo pranzato. Dopo i soliti selfie con dietro il panorama siamo riusciti ad iniziare la discesa. Il gruppo si è subito diviso in pattuglie, i più veloci correvano, poi c’erano i medi e infine c’erano i lenti, che garantivano la sicurezza della discesa a Ludo. Il punto di ritrovo erano le panchine dove durante la salita ci siamo fermati a fare una lunga pausa. In realtà l’ultimo gruppo ad un certo punto si è diviso. Tommy, Bea e Andreino hanno imboccato un sentiero errato, molto ripido, che però ha tagliato la strada. Bene, il punto di ritrovo non era servito a molto visto che ogni gruppo aveva imboccato un sentiero diverso. Alla fine ci siamo ritrovati alla fontanella, che però era chiusa. Erano periodo di siccità a Zone e periodicamente le fontanelle venivano chiuse dal Comune. Beh, l’acqua del fiume era buonissima. Abbiamo salutato Andreino, che con fornellino, pasta per celiaci, e altri bagagli “leggeri” è partito per il suo hike pre-promessa. Il resto del gruppo intanto è sceso in oratorio, si è fatto la doccia, ha cenato con Don Flavio e Geta (che nel frattempo erano venuti su). Verso le 20.30 Toni e Tommy si sono diretti verso la Chiesa dove Don Lorenzo ha affidato loro l’apertura e l’illuminazione della chiesa, in preparazione alla veglia. Dopo una pausa caffè e un cannoncino al bar centrale del paese sono ritornati in attesa dell’arrivo di Andreino e in preparazione al fuoco di Bivacco gestito dal gruppo animazione e dalla storia inventata della Bibi. Più tardi, vero le 23.30 i due responsabili hanno aperto la chiesa, sistemato i libri, acceso le luci in attesa della veglia. Da mezzanotte è iniziata la veglia. In coppia per un’ora bisognava stare in Chiesa a pensare e riflettere su diversi temi, dando così tempo di dormire agli altri e facendo turni. Alle 7.00 è finita la veglia, iniziata la cerimonia delle promesse, sempre molto commovente, conclusa poi con la colazione del giorno dopo. Ma questa è tutta un’altra storia.

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13 agosto

Dopo un'abbondante colazione, con biscotti regalati dal supermercato di Zone, abbiamo raccolto le nostre cose che erano sparse ovunque in oratorio visto che erano due giorni di fermo.

Poi i capi ci hanno diviso, a scelta loro, in pattuglie da tre persone ciascuna, in modo da creare una discesa in modalità "hike" di reparto.

Il primo gruppo era quello di Marco, Matteo e Giorgia che hanno seguito uno dei sentieri principali a scendere, stando vicini alla strada, per arrivare poi a Marone dove prendere il traghetto. Il secondo gruppo, formato da Lorenzo M., Tommy e Bea, è sceso a Marone passando per un sentiero di un meleto (dove hanno mangiato delle ottime mele), fermandosi presso cespugli di more (spesso entrandoci anche) e incontrando anche un signore che analizzava l'acqua della fontanella in diretta (anche se loro l'avevano già bevuta). Questo gruppo per primo è arrivato a Marone verso le 12.15, dove hanno subito preso il primo battello per Montisola. A Montisola hanno pranzato al sacco, sotto l'unico pezzo di ombra presente e senza un filo di aria (che caldo!), in attesa delle 14.30 quando la Signora Anna della Scuola Materna di Peschiera Maraglio ci è venuta ad aprire.

Gli altri due gruppi erano composti da Andreino, Bibi e Lollo; Toni, Omarino, Andrea C, entrambi scesi da Pisogne, dove si sono rinfrescati e dove hanno aspettato il traghetto fino a metà pomeriggio perchè prima non passava. I Capi intanto hanno seguito il sentiero simile a quello del primo gruppo e si sono imbarcati nel primo pomeriggio con loro.

Appena la Signora Anna ci ha aperto l'Asilo, luogo che ci ospitava per la notte, abbiamo ascoltato con attenzione tutta la storia del luogo e ci ha mostrato le varie stanze dell'asilo, offrendoci anche la colazione del giorno dopo.

A questo punto qualcuno si è messo a riposare, mentre chi voleva è andato a farsi un bagno nella spiaggia più bella dell'isola.

La sera dopo una buonissima pasta preparata dai Capi, qualcuno è andato a fare aperitivo mentre altri a bere un caffè.

Seduti sulle piccolissime panchine dell'asilo di Peschiera Maraglio ci siamo divertiti suonando e cantando per tutta la serata, in mondovisione con le persone che passavano all'esterno.

La serata è stata caldissima, piena di zanzare però nella notte (soprattutto ai piani bassi) entrava una bella arietta fresca proveniente direttamente dal lago.

Insomma, gambe distrutte per una buona discesa, ma felici di essere riusciti a fare un bagno a Montisola.

 

P.S.: Lungo la strada il secondo gruppo è riuscito a trovare anche ospitalità da un gruppo di ragazzi, anche loro scout, che gli hanno offerto acqua e qualche chiacchiera.

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14 agosto

Giornata stancante oggi, ammettiamolo. La voglia di tornare a casa però non è elevatissima, del resto nonostante le fatiche ci stiamo divertendo.

La sveglia per chi dormiva al piano terra è partita 45 minuti dopo, quando ormai la colazione era pronta, questo perché nessuno li aveva svegliati. Colazione lunga e abbondante, sembrava di stare in un hotel. Con molta calma siamo riusciti a partire in direzione Santuario di Montisola. Qualcuno per stanchezza si è fermato a metà strada ed è tornato giù a pulire l'asilo prima della partenza, gli altri invece dopo diverse pause sono riusciti ad arrivare in cima.

Vista stupenda, foto di rito, riposo consentito e approvato. Abbiamo mangiato all'ombra, ma un bel po’ in pendenza, fatto sta che la borraccia di Andreino (avvolta da una calza) è rotolata giù nel burrone, ma il pomodoro invece è stato salvato.

Dopo una breve pausa siamo riscesi, cercando una zona all'ombra per fare un momento di riflessione, zona inesistente, anzi il calore saliva anche dalla terra del sentiero come se non bastasse quello provocato dal sole sulla nostra testa. Altro bagno, altro riposino, ancora a sistemare gli zaini, un pagamento al volo e poi tutti sul traghetto in direzione Sulzano. Dopo 5 minuti di traversata a Sulzano, la signora Anna ha chiamato avvisando di non aver trovato le chiavi dell'asilo e di aver lasciato là delle scarpe, nulla di importante, le chiavi ritrovate poco distanti dalla porta e le scarpe (di Giovanni) verranno recuperate successivamente. Il treno parte alle 19.22, puntuale diversamente dal solito. Abbiamo beccato anche quello nuovo e pulito, anche se un po’ affollato.

In stazione a Brescia i saluti sono stati rapidissimi, tutti volevano andare a cambiarsi, però il ricordo di questa prima route post-covid sarà immenso, simbolo di una vera ripartenza!

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