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  • Brescia 14 Gruppo Scout Agesci

Lettera di "Scout: si impara da piccoli a diventare grandi"

Tratto da "Scout: si impara da piccoli a diventare grandi"

"Vi ricordate quando eravate costretti a lavarvi con l'acqua fredda, a mangiare pasta scotta o mezza cruda e a volte mescolata a terriccio e foglie secche? Vi ricordate della pietra che puntualmente vi trovavate sotto la schiena nonostante aveste pulito il terreno sotto la tenda? Vi ricordate delle corse sotto la pioggia per ripararvi nella prima jamboree che trovavate aperta? Vi ricordate del cespuglio spinoso dietro il quale eravate costretti a fare pipì, perché la latrina era troppo lontana e al buio? Vi ricordate del fuoco la sera che arrostiva il viso mentre lungo la schiena scorrevano brividi di freddo? Vi ricordate della sete, della stanchezza, del peso dello zaino lungo una strada che sembrava non finire mai? Vi ricordate come, nel silenzio della notte e nel buio di un bosco illuminato solo dalle stelle, sentivate la mancanza di casa pur sentendovi a casa dentro il sacco a pelo umido? E vi ricordate quante volte nei momenti di sconforto vi siete detti "chi me lo fa fare"?

Poi tornati a casa, improvvisamente e misteriosamente, tutto questo veniva dimenticato e rimaneva solo il ricordo del profumo di erba bagnata e legna bruciata, di risate e  fughe notturne dalla tenda per dividervi il bottino che noi capi non  avevano trovato nei vostri nascondigli,  un pezzo di cioccolato o una merendina...e il sapore era sublime dopo giorni di cucina trapper!

Poi, ritornati a casa, nel tepore delle vostre camere, sprofondati nel materasso,  ringraziavate Dio per aver ritrovato la vostra quotidianità fatta di comodità, di cibo buono, di chat sul telefonino, di tv e bagni puliti. Eppure sono certa che vi piaceva quella sensazione da eroi sopravvissuti: avevate affrontato le privazioni e la fatica e ne eravate usciti più forti e vincitori.

Per un po' non ne volevate sapere di campi e strada, ma solo per un po'...

Bene, se vi  ricordate tutto questo, forse ora potrete comprendere perché cerchiamo di educarvi all'essenzialità, alla rinuncia se pur momentanea di ciò a cui siate (siamo) assuefatti, compresi l'affetto e gli abbracci di chi lasciate a casa. Oggi forse sarete più forti di altri a superare questo momento così difficile, perché noi siamo quei "cretini in pantaloncini e calzettoni" che sanno adattarsi ai cambiamenti, che sanno affrontare le difficoltà sorridendo, che sanno cos'è il senso civico e la responsabilità.

Noi siamo quelli che hanno resistito un giorno in piu del fascismo e che resisteranno un giorno in più del virus.

Con immenso amore e stima "